Ritiro RAEE: negozi ancora impreparati

Ritiro RAEE: negozi ancora impreparati

Secondo un’indagine condotta da Altroconsumo, pare che i negozi siano ancora impreparati in merito alla normativa “uno contro uno” entrata in vigore lo scorso 19 giugno. Tale normativa prevede il ritiro gratuito da parte dei venditori degli apparecchi elettrici ed elettronici (RAEE) usati se vengono acquistati elettrodomestici dello stesso tipo.

Sono stati visitati 9 ipermercati e 26 negozi specializzati in 8 città (Bari, Firenze, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino e Venezia). Ebbene: “meno del 20% dei punti vendita visitati offre informazioni chiare e visibili – afferma l’associazione – In alcuni casi abbiamo trovato cartelloni appesi all’ingresso del negozio, in altri semplici fogli A4 posizionati alle casse o al banco dell’assistenza clienti”.

Solo il 40% dei punti vendita visitati appare pronto ad adempiere il proprio dovere. “Per quanto riguarda il ritiro dell’usato in negozio più della metà della grande distribuzione specializzata da noi visitata – rileva Altroconsumo – si è dimostrata non è ancora pronta: in 8 negozi è invece possibile la consegna ma solo se contestualmente al nuovo acquisto, in 2 casi è possibile ritardare la consegna di 24-48 ore e in un caso addirittura entro gli 8 giorni successivi. Negli ipermercati le informazioni sono spesso assenti. Solo 1 ipermercato tra quelli visitati rispetta la normativa. Pochissimi anche i casi in cui il vecchio apparecchio si può riconsegnare in negozio contestualmente al nuovo acquisto: solo 3 punti vendita su 9″.

Altroconsumo ha inoltre contattato le principali catene di elettrodomestici ed elettronica per conoscere la loro posizione, ma nessuno, eccetto Unieuro, ha voluto rispondere alle loro domande. Secondo questa azienda il mancato rispetto della normativa è legato, in molti casi, a carenze strutturali del sistema di gestione dei RAEE, ma concordano con noi sul fatto che ogni attore di questa catena ha avuto tutto il tempo necessario (dal 2002) per l’adeguamento“.

2 Comments

  1. Davide 29 luglio 2010 at 17:57 -

    La normativa non parla di “punto vendita” come soggetto che assicura il ritiro, bensì di “distributori presso il loro punto vendita”. I distributori in questione, inoltre, devono essere iscritti all’Albo Nazionale dei Gestori Ambientali. Gli installatori e i centri di assistenza (e qui nessun riferimento al punto vendita, bensì alla sede di esercizio) vengono citati quali “operanti per conto dei distributori”. Ho letto tutto il testo del decreto e a mio parere non si evince l’obbligatorietà di tale attività da parte dei comuni esercenti o della GDO.

    Inoltre, le sanzioni previste in caso di non osservanza delle corrette procedure burocratiche scoraggiano certamente i più…

    La scelta è quindi: non fornire il servizio o correre i rischi di sanzioni cercando di fornirlo?

    Queste le mie considerazioni,
    Davide

  2. admin 2 settembre 2010 at 18:57 -

    Caro Davide, comprendiamo le difficoltà del distributore nell’ottemperare agli adempimenti del decreto, ma forse il blog non è la sede giusta per entrare nei tecnicismi del decreto stesso. Il blog infatti è rivolto al consumatore, per il quale l’opportunità dell’1contro1 è riscontrabile soprattutto presso il punto vendita; non a caso l’indagine di Altroconsumo (l’Associazione dei consumatori) è svolta presso un campione di punti vendita.
    Comunque, nel tuo caso credo sia interessante l’articolo scritto dall’autorevole Paola Ficco sulla tua domanda.

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