Dalle parole ai fatti, futuro più sostenibile ad Hi-Tech e Ambiente

Dalle parole ai fatti, futuro più sostenibile ad Hi-Tech e Ambiente

Consorzio ReMedia – fra i principali Sistemi Collettivi italiani no-profit per la gestione eco-sostenibile dei RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche), pile e accumulatori esausti e impianti fotovoltaici – e il Politecnico di Milano hanno presentato – durante il convegno Hi Tech e Ambiente – i primi risultati di E-Waste Lab, un progetto nato per favorire lo sviluppo dell’industria del riciclo verso la valorizzazione di materie prime (terre rare e metalli nobili) che sono componenti essenziali dei moderni beni industriali, ma il cui approvvigionamento sta diventando sempre più difficoltoso.

“Innovazione Green per un’Italia che sa vincere. Dalle parole ai fatti con E-Waste Lab ha chiamato al confronto personaggi chiave nello scenario nazionale e internazionale, mondo delle aziende e della ricerca che hanno animato il dibattito, moderato da Daniela Vergara, giornalista RAI del TG2.

“E-waste Lab propone la progettazione di soluzioni tecnologiche e gestionali per il recupero di materie prime strategiche, che è pienamente coerente con la missione del nostro Ateneo. Da un lato, infatti, le innovazioni che verranno generate sono importanti sia dal punto di vista sociale sia ambientale. Attraverso di esse, quindi, il Politecnico contribuisce, con la propria ricerca, a migliorare la qualità e la sostenibilità della vita del Pianeta. Dall’altro lato, esse rappresentano occasioni per lo sviluppo di un rapporto strategico con il sistema delle imprese operanti nel nostro Paese e potranno sviluppare crescita economica e occupazione, obiettivi particolarmente importanti nel contesto in cui ci troviamo ad operare”, aggiunge Giovanni Azzone, Rettore del Politecnico di Milano.

L’accessibilità alle risorse e in particolare a metalli preziosi e terre rare rappresenta un tema nodale per l’Europa e per l’Italia ed è sempre più attuale a causa delle problematiche di approvvigionamento.

I numeri sono esplicativi: oggi la produzione globale di terre rare è di circa 133.600 t/anno e la domanda globale potrebbe raggiungere 210.000 t/anno entro il 2015. Anche sul fronte metalli preziosi si assiste a una crescita: nel 2011 la domanda globale di oro è aumentata del 6% – salendo a 4.067,1 tonnellate – per un valore stimato di 205,5 miliardi di dollari, mentre quella di argento ha superato tutti i metalli preziosi in termini di aumenti di prezzi medi annui.

Il laboratorio E-Waste Lab – che vede tra i suoi partner anche Regione Lombardia, Amsa, Stena e Assolombarda – è una risposta concreta a una sfida importante in un settore, quello del riciclo, che può essere di sostegno alla crescita economica.

Scopo del laboratorio, che si è concentrato sul recupero e riciclo di terre rare e metalli preziosi dai RAEE, è quello di orientare gli investimenti dei soggetti della filiera verso obiettivi di efficacia e di integrazione. Dalle analisi e valutazioni svolte in questa prima fase del progetto, i RAEE risultano essere, infatti, i rifiuti di riferimento per il recupero di questi materiali.

ReMedia crede fortemente in questa iniziativa che mette in risalto il potenziale valore del mercato dei RAEE”, spiega Danilo Bonato, Direttore Generale di ReMedia. “Se prendiamo ad esempio cellulari e pc, pari 2,3 milioni di pezzi raccolti in Italia nel 2011, ci accorgiamo che con le tecnologie esistenti il tasso di recupero dei materiali si attesta al 30%. E’ quindi importante investire sul potenziamento tecnologico per arrivare a un recupero molto più consistente, posto che ciò avvenga nella massima tutela ambientale.”

Un cellulare, infatti, contiene 250 mg di argento, 24 mg di oro, 9 mg di palladio, 9 g di rame. La batteria a ioni di litio racchiude circa 3.5 g cobalto, 1.0 g terre rare (Nd, Eu, Ce e Tb). Se si potenziassero le tecnologie arrivando ad un tasso di recupero pari a 100% e si considerasse il rifiuto generabile pari al 60% del venduto, si potrebbe raggiungere un valore pari a 117 milioni di euro. Se si recuperassero tutti i cellulari venduti in un anno, pari 35 milioni di pezzi, il valore economico salirebbe a 195 milioni di euro.

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