Il “Made in Italy” si tinge di verde

Il “Made in Italy” si tinge di verde

L’associazione bolognese “Impronta Leggera”, con la collaborazione della Regione Emilia Romagna, ha dato vita a “Green à Porter”: sostenibilità, coworking, master e produzioni a chilometro zero, la chiave d’accesso alla green economy.

“Green à Porter” ci dimostra – per fortuna – che il mondo della moda italiana non è poi così ingessato e ripiegato (solo) su stesso: un simile progetto avvicina (o almeno, prova ad avvicinare) i giovani talenti del territorio emiliano intorno a spazi condivisi e a una logica di rete nell’organizzazione degli eventi. Il risultato? Una sfilata presentata prima al Teatro San Martino di Bologna e poi all’atelier Montevergini di Palermo per dimostrare che un modello vincente come questo può essere replicato a qualsiasi latitudine.

Destinazione ideale di questo viaggio? Semplice, la creazione di una scuola di Eco-Fashion! A questa idea stanno già lavorando una decina di signore che nella vita fanno tutt’altro – dall’avvocatessa alla scrittrice, dall’impiegata statale alla dottoressa – ma che hanno in comune una grande passione per la moda e per l’ecologia. Sarà un vero e proprio master rivolto ai giovani che hanno studiato moda e design e che – si spera – coinvolgerà in qualità di insegnanti, stilisti che già lavorano nella direzione della moda sostenibile, da Silvia Pizzoli a Carmina Campus di Fendi.

Un progetto originale e unico nel suo genere, almeno in Italia. Sebbene sia ancora alle fasi iniziali, le premesse fanno ben sperare. Al Teatro San Martino hanno sfilato capi bellissimi con stock di tessuti destinati al macero. Parole chiave? Riciclo e riuso per intercettare la creatività dei giovani stilisti e la loro sensibilità eco, offrendo non soltanto un corso di studi specifico, ma anche un evento annuale in cui mettere in scena le proprie creazioni.

Siamo ancora così convinti che il mondo della moda sia frivolo e vuoto?!

One Comment

  1. elisabetta facco 26 maggio 2011 at 01:06 -

    Vorrei segnalare che Carmina Campus non è della ditta Fendi, bensi di esclusiva proprietà di Ilaria Venturini Fendi che ha creato il marchio di cui è designer nel 2006 dopo l’uscita dall’azienda in precedenza di famiglia
    Elisabetta Facco

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