Bioshopper: FareAmbiente è pronton a un sit in davanti al Ministero dell’Ambiente

Bioshopper: FareAmbiente è pronton a un sit in davanti al Ministero dell’Ambiente

“Altro che liberalizzazioni, questo governo sui sacchetti della spesa ha deciso di concedere un monopolio di fatto vietando gli shopper non fabbricati con il mais, mettendo a rischio la sopravvivenza di 2400 aziende che danno lavoro a 36mila dipendenti e se questa norma non cambierà faremo tutti insieme un sit in davanti al ministero dell’ambiente”.

Lo ha dichiarato Vincenzo Pepe presidente nazionale di FareAmbiente – Movimento ecologista europeo durante un convegno sull’argomento tenutosi all’hotel Nazionale.

“Inoltre – continua Pepe – non vediamo nessuna sostenibilità ambientale nel destinare immense quantità di risorse alimentari per fabbricare plastica. Basti pensare che per ottenere un solo chilo di biopolimero occorrono 4 chili di mais. Ogni shopper contiene 7,5 grammi di mais e l’anno scorso in Italia ne abbiamo consumati 25 miliardi. Sono previste quasi 190mila tonnellate di tale alimento per fabbricare buste ogni anno. Una follia. Si rischia il depauperamento dei nostri campi con colture intensive e di far lievitare i costi di questo alimento importantissimo per la nostra dieta. Clini sembra fare orecchie da mercante su questo tema ma si è costituito un ‘comitato contro l’obbligo della norma tecnica EN 13432’ che ha già chiesto un’audizione presso le commissioni ambiente di camera e senato”.

“Eppure – conclude Pepe – esistono appositi additivi biodegradabili certificati che potrebbero risolvere il problema della biodegradabilità, anzi di poter estendere tale obbligo a tutte le plastiche in commercio (monouso, imballaggi, recipienti etc) per cui proprio non capisco l’ostinazione del governo. Non vorrei stessero difendendo gli interessi di qualcuno”.

Gli fa eco il senatore Andrea Fluttero (Pdl) della commissione ambiente, che ha parlato chiaramente di “rischio di una scelta scellerata, senza alcun beneficio ambientale”.

Il deputato Giampiero Catone (DC) invece ha sottolineato la “necessità di tutelare la dignità di 30mila famiglie”.

Angelo Alessandri (Lega nord) presidente della commissione ambiente della camera dei deputati ha parlato della necessità di “restare uniti e compatti per fare lobby al fine di difendere i diritti di tanti lavoratori e di tutelare l’ambiente”.

Paolo Russo (Pdl), presidente della commissione agricoltura della camera dei deputati si dice preoccupatissimo “per le risorse agricole che verrebbero sottratte alle tavole degli italiani con le inevitabili ripercussioni sull’intero settore. Non è possibile che il governo intervenga con un’accetta per tagliare posti di lavoro da una parte per crearne altri da un’altra. Quando il decreto del 13 gennaio arriverà in parlamento è giusto che la politica si riprenda la responsabilità del suo ruolo”.

Infine Agostino Ghiglia capogruppo pdl della commissione ambiente alla camera è “preoccupato del silenzio sul dissenso, il silenzio dei media. Auspica un tavolo misto tra esperti del ministero dell’ambiente e quello della salute che dia un parere su basi rigorosamente scientifiche”.

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