Condizionatori d’aria: come e quali scegliere

Condizionatori d’aria: come e quali scegliere

Se fino a qualche tempo fa i condizionatori erano considerati un bene di lusso, oggi si trovano in un gran numero di abitazioni provate oltre che di uffici. Le previsioni indicano che il loro numero, comunque, è destinato ad aumentare, fino a diventare tanto comuni quanto i termosifoni.

I condizionatori dell’aria si dividono in due grandi famiglie:
Pompe di calore: apparecchi in grado sia di riscaldare sia di raffrescare
– Raffrescatori: apparecchi che esclusivamente raffrescano il locale in cui sono installati

Entrambi funzionano secondo il principio di funzionamento «a compressione», ovvero, sfruttando le proprietà che hanno particolari gas si riesce ad asportare calore da un ambiente per cederlo ad un altro ambiente.
Un’ulteriore differenza è fra i condizionatori mobili e fissi: quelli mobili, ovvero portatili, costano più di quelli fissi ma non hanno bisogno di essere installati da personale specializzato. Il loro utilizzo, però, richiede un maggiore dispendio energetico, perché per funzionare devono attingere ad aria calda all’esterno del locale in cui sono posti. Non richiedendo però interventi di muratura, la porta o la finestra dell’ambiente da rinfrescare devono rimanere per lo meno socchiuse: ciò significa che lo sforzo della macchina é maggiore.

Le pompe di calore: Questa tipologia di condizionatore consuma il 67% di energia elettrica in meno rispetto ad un radiatore elettrico tradizionale. Il mezzo esterno da cui la pompa di calore estrae calore è detto «sorgente fredda» che possono essere:
– L’aria esterna al locale: ha il vantaggio di essere disponibile ovunque, ma la potenza di resa della pompa diminuisce al diminuire della temperatura della sorgente. Al di sotto dei 2°C il rendimento della pompa di calore è minimo

– L’acqua di falda o di fiume o di lago in prossimità dei locali da scaldare: garantisce le prestazioni della pompa di calore senza risentire delle condizioni climatiche esterne

– Il Terreno nel quale vengono inserite delle apposite tubazioni per lo scambio termico. Queste però se

posizionate orizzontalmente devono essere interrate a una profondità di 1-1,5 m per non risentire troppo delle variazioni di temperatura dell’aria esterna ed è necessaria un’ampia estensione di terreno, da 2 a 3 volte superiore alla superficie dei locali da riscaldare. SI tratta di una soluzione molto costosa

I parametri e le caratteristiche che consentono di valutare la qualità di un climatizzatore sono:

– Le Classi di efficienza energetica a freddo, che indicano il consumo elettrico dell’apparecchio e sono
indicate nell’etichetta energetica che è divenuta obbligatoria per legge a partire dal 2004

– I marchi di sicurezza e qualità: più la macchina ha raccolto certificazioni e più tendenzialmente costa, ma sono garanzia di efficienza e risparmio. Alcuni esempi: Eurovent, ISO9001, ISO14001, CE, ecc)

– La capacità di raffreddamento: è espressa in Btu/h o in kW. Più questi valori sono alti, più l’impianto è potente

– Il Consumo energetico: ad una maggiore capacità di raffreddamento corrisponde un maggiore consumo energetico

– La rumorosità: i climatizzatori portatili sono più numerosi di quelli fissi

– I fluidi refrigeranti: Bisogna fare attenzione a non acquistare apparecchi che dopo pochi anni possono essere fuori legge. Per questo motivo bisogna controllare che contengano solo fluidi denominati R134, R407C e R410A

– La tecnologia inverter: quando l’ambiente raggiunge la temperatura programmata, gli apparecchi dotati di questa funzione non si spengono ma continuano a funzionare per tenerla stabile riducendo al minimo la potenza del motore. In questo modo si evitano bruschi cambiamenti di temperatura (max +/- 0,5°C)

– La presenza di timer e termostato digitale permettono di programmare l’accensione e lo spegnimento dell’apparecchio anche i orari in cui non si è presenti in casa

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