Elezioni 2013: si parla davvero di ambiente?

Elezioni 2013: si parla davvero di ambiente?

“Nelle ultime due settimane di campagna elettorale ci attendiamo parole chiare e pubbliche sull’ambiente quale chiave di volta delle scelte economiche e sociali”. Infatti, il Green Deal, caldeggiato dalle associazioni ambientaliste, è entrato nella sensibilità delle forze politiche e delle liste in lizza nelle elezioni nazionali 2013, ma ancora manca la volontà di farne uno dei temi al centro del confronto. Si stenta a dare la giusta rilevanza al messaggio che la gravità della crisi economico-finanziaria del Paese impone una Ri/Conversione ecologica delle scelte di fondo nei settori dell’energia, dei trasporti, delle infrastrutture, dell’agricoltura e della tutela e della valorizzazione della biodiversità e dei beni culturali. Manca la consapevolezza che la necessità di risparmiare risorse economico-finanziarie e ambientali, non serve a superare solo il declino attuale, ma ad impostare il modello di sviluppo del
futuro.

Questo emerge dal Diario Elettorale 2013, che oggi verrà pubblicato sui Siti WEB di sette tra le più importanti associazioni ambientaliste (CAI, FAI, Federazione Pro Natura, Greenpeace Italia, Legambiente,Touring Club Italiano, WWF) che cominciano a pubblicarlo alla fine della prima tornata di cinque incontri con movimenti, partiti e liste, che hanno consentito dal 31 gennaio al 7 febbraio di confrontarsi, tra l’altro, con una delegazione del Movimento 5 Stelle, con il candidato premier Antonio Ingroia per la Lista Ingroia – Rivoluzione civile, con Ilaria Borletti Buitoni per la Lista civica Monti per l’Italia, con Nichi Vendola, segretario nazionale di SEL, e con Stella Bianchi, responsabile Ambiente del PD. Il 19 febbraio è previsto un incontro con il segretario federale della Lega
Nord Padania Roberto Maroni, mentre ancora non hanno risposto alla richiesta di incontro inviata lo scorso 22 gennaio Silvio Berlusconi, presidente Pdl, Gianfranco Fini, presidente Fli, Pierferdinando Casini, leader dell’Udc.

Il confronto di questi giorni, avvenuto partendo dalle 80 proposte (di cui 28 prioritarie), contenute nel documento “Elezioni nazionali 2013: Agenda ambientalista per la Ri-Conversione ecologica del Belpaese”, consente di fare alcune considerazioni generali per poi entrare nel merito delle singole interlocuzioni. PD e Lista Monti, seppur consapevoli della centralità della green economy: 1. sui temi energetici sposano i contenuti della Strategia Energetica Nazionale elaborata dal Ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera, che non indica un programma di reale promozione dell’efficienza energetica e delle rinnovabili, né di progressiva dismissione delle
centrali termoelettriche alimentate con combustibili fossili e punta sull’Italia hub del gas e sul sovrasfruttamento del poco petrolio e di scarsa qualità presente nel nostro Paese; 2. non propongono una netta cesura con il Programma delle infrastrutture strategiche, che costituisce una pesante ipoteca sui conti pubblici e sull’assetto ambientale del Paese; 3. non hanno ancora maturato una riflessione più generale – e indipendente dagli interessi dei grandi gruppi industriali – su come coniugare lavoro, salute e ambiente.

SEL presenta un programma articolato e ampio da cui emerge la consapevolezza che in tempo di crisi è necessario un nuovo contratto sociale e di governo che metta al centro il binomio lavoro e ambiente e le sue scelte per la decarbonizzazione, le fonti energetiche rinnovabili, le piccole e medie opere e per la manutenzione del territorio che ancora non sono al centro degli impegni della coalizione di centro-sinistra. Lista Ingroia – Rivoluzione Civile indica nella green growth (la crescita verde) la chiave di volta della sua proposta elettorale, sposando le linee di intervento avanzate in campo ambientale, ma stenta ancora ad articolarle nei particolari nel programma oggi conosciuto. Nel Movimento 5 Stelle emergono sensibilità convinte e diffuse ad esempio sull’esigenza del risparmio, dell’efficienza energetica, delle fonti rinnovabili o nel dire no al ponte sullo Stretto di Messina e alla TAV senza però che questi aspetti

siano inquadrati in un disegno organico complessivo,

Elementi interessanti sono emersi dai singoli incontri. 

In occasione dell’incontro del 31 gennaio con sette esponenti del Movimento 5 Stelle sono emerse grandi sensibilità sui temi delle fonti rinnovabili e sul sostegno all’autoproduzione energetica decentrata, nonché sulle scelte impiantistiche nel settore dei rifiuti che condizionano una gestione virtuosa del ciclo dei rifiuti e delle materie seconde.

In occasione dell’incontro del 5 febbraio mattina con la Lista Ingroia-Rivoluzione Civile, che ha visto la  partecipazione oltre che del candidato premier, anche dei candidati alle elezioni nazionali Stefano Leoni, Rosa Rinaldi e Giuliano Tallone, tra i vari aspetti trattati, è stata evidenziata la necessità di fare scelte che: a) sia in campo produttivo che energetico, coerenti con gli standard e le normative comunitarie; b) tutelino e valorizzino la biodiversità; c) consentano di definire un Piano nazionale della mobilità; d) portino all’inserimento nel codice penale di nuove fattispecie di reati ambientali.

In occasione dell’incontro del 5 febbraio pomeriggio con la Lista Civica Monti per l’Italia, Ilaria Borletti Buitoni ha dichiarato che vede la necessità di meglio articolare e rendere organici nel programma politico i punti qualificanti dell’agenda ambientale e di predisporre interventi a favore del settore dei beni culturali, che servano ad impiegare meglio i fondi comunitari e concentrare i fondi nazionali e coinvolgere nella gestione dei beni tutelati il terzo settore.

In occasione dell’incontro del 7 febbraio mattina con Sinistra Ecologia e Libertà, a cui hanno partecipato oltre che  il segretario nazionale anche i candidati alle elezioni nazionali Loredana De Petris e Francesco Martone, è stato confermato che SEL vuole puntare decisamente su: la roadmap della decarbonizzazione e per il 100% delle fonti rinnovabili; un programma di riqualificazione urbana che abbia come elementi di forza l’efficienza delle risorse energetiche ed idriche; un piano di piccole e medie opere che mobiliti nel tempo 47 miliardi di euro di fondi comunitari nella nuova fase di programmazione 2014-2020; un piano di ripopolamento delle campagne, che favorisca  l’occupazione giovanile nei settori della qualità alimentare e dell’offerta agrituristica.

In occasione dell’incontro del 7 febbraio pomeriggio con il Partito Democratico, Stella Bianchi, responsabile Ambiente del PD, ha sottolineato come il partito sia consapevole di voler affrontare contestualmente le due emergenze, ambientale ed economica del Paese, con scelte in campo produttivo che siano integralmente ecologiche e con interventi, già annunciati in campagna elettorale, che evidenzino l’incrocio e l’interdipendenza delle green economy e gli interventi nel settore dell’edilizia e il reperimento di 7,5 miliardi di euro da destinare prioritariamente a interventi di housing sociale e per l’edilizia scolastica.

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