Energie rinnovabili, un fenomeno da governare

Energie rinnovabili, un fenomeno da governare

In un settore in rapida evoluzione come quello dell’energia l’avvento delle fonti rinnovabili può destare qualche preoccupazione.

È innegabile, però, che alcune compagnie elettriche stiano cercando di aprirsi strade anche all’interno di questi nuovi settori, sia perché obbligati dalle leggi, sia perché consapevoli che il business sia realmente appetibile.

Si sta assistendo – è ormai chiaro – a un braccio di ferro nel quale, anno dopo anno, le rinnovabili aumentano le proprie chance. A questo mutamento dei rapporti di forza contribuiscono sia le spinte dal basso sia gli obiettivi legalmente vincolanti, che prevedono che un quinto dei consumi finali (un terzo di quelli elettrici) debba essere coperto dalle rinnovabili entro il 2020.

Se per anni le rinnovabili sono state percepite dai più nient’altro che come fiori all’occhiello, adesso il loro ruolo si avvia a diventare centrale nel panorama del risparmio energetico. Si consideri che quasi la metà di tutta la nuova potenza elettrica installata in Europa negli ultimi dieci anni è rappresentata da impianti alimentati a “energia verde”.

Si delineano così scenari fino a poco tempo fa considerati impossibili.

Occorre fare, tuttavia, una riflessione sugli aspetti economici: il cambiamento dello scenario energetico sarà possibile, infatti, solo se compatibile dal punto di vista dei costi. Il successo attuale dei programmi di diffusione delle rinnovabili dipende chiaramente dalle forte incentivazioni statali.

Occorre quindi capire se esistono le condizioni per un futuro verde “non assistito” che consenta una rivoluzione radicale dell’attuale assetto energetico. Va precisato però che se le energie pulite si stanno diffondendo solo grazie agli incentivi è anche vero che nel corso degli ultimi vent’anni i costi delle tecnologie verdi si sono fortemente ridotti e i loro rendimenti sono nettamente migliorati.

Le fonti rinnovabili – che probabilmente nel corso dei prossimi 10-20 anni riusciranno a competere con le fonti “classiche” grazie all’avvento di tecnologie convenzionali – stanno rimettendo in discussione il modello energetico dominante e le implicazioni saranno notevoli dal punto di vista ambientale, sociale e degli equilibri internazionali. Si tratta comunque di una transizione che andrà governata e orientata con intelligenza.

Con il contributo di Mario Caruso

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