L’architettura del futuro? Sostenibile ed umana!

L’architettura del futuro? Sostenibile ed umana!

Investire in sostenibilità fa aumentare i profitti? Sì, è ufficiale: gli architetti (molti dei quali di fama internazionale) e le aziende che hanno scommesso sull’innovazione e sulla riduzione della propria impronta ecologica hanno visto un aumento – anche sensibile – dei loro fatturati.

Il valore di un progetto deve misurarsi non più solo sulla sua forma ma sulla sua capacità di mettere in relazione, in modo sostenibile, l’uomo e l’ambiente.

Lo spazio pubblico urbano deve essere memoria del passato, ma proiettato nel futuro. Dal passato possiamo capire quale siano le cose che hanno (avuto) un senso e quali non lo hanno: il presente é la scelta tra senso e nonsenso. Di qui, allora, la necessità di recuperare lo spazio per l’uomo riqualificando i centri urbani, risparmiando le aree ancora non antropizzate ed esaltando i luoghi che possano incrementare gli spazi sociali ad uso collettivo. Ma come possiamo farlo? In primo luogo, è necessario che le nostre città siano da stimolo per creare spazi di aggregazione, dobbiamo capire e valorizzare la funzione pubblica delle piazze che troppo spesso non possiedono nulla del luogo di incontro che avevano in passato.

In questa ottica, allora, qualsiasi progetto – anche di riqualificazione architettonica – deve (o dovrenbbe) – essere sviluppato attraverso un processo di partecipazione pubblica.

Servono scelte condivise, per concordare piani che siano richiesti e accettati dai cittadini. Ma per arrivare alle scelte condivise è necessario informare i cittadini: strade che sanno raccontare se stesse a chi le vive, piazze che sanno parlare a tutti. Perché, come si dice, un respiro condiviso crea uno spazio che respira.

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