Low2No, si può costruire un quartiere sostenibile?

Low2No, si può costruire un quartiere sostenibile?

La Finlandia è la terza Nazione al mondo per emissioni di Co2 (dopo Stati Uniti ed Emirati Arabi Uniti). Un bel record (negativo) se consideriamo che il Paese è abitato da “appena” 5 milioni di persone.

Due anni fa, SITRA – agenzia locale per l’Innovazione – ha ideato un progetto di riqualificazione urbana di una vecchia area adiacente il porto della città di Helsinki, con l’obiettivo di trasformare la zona secondo un piano di insediamento misto di circa 23.000 mq che contempli un notevole investimento in materia di sostenibilità. La data di inizio dei lavori è indicata al 2013.

Low2No – che significa letteralmente “da poco a niente” – è una sfida che non riguarda solo la gestione della complessità che si deve fronteggiare quando si ha a che fare con superfici urbani. C’è stato un grande lavoro sul processo innovativo, che possa mettere in discussione pratiche consolidate per introdurre il fattore dell’eco-sostenibilità anche in fase di progettazione: il contributo dei singoli comportamenti sull’abbassamento dei livelli di Co2 è cruciale.

In questa fase, dunque, risulta essenziale “ascoltare” la gente: è stato chiesto loro di validare o meno le scelte; di spiegare il loro modo di intendere la sostenibilità, di fruire di certe agevolazioni, di incentivarle, di ricavarne senso. Le persone sono state osservate, ascoltate ed analizzate, cercando di evitare in tutti i modi di orientare le loro scelte.

Successivamente – una volta, cioè, delineata una potenziale lista di attività di servizio – sono entrati in scena stakeholders locali, alla ricerca di imprenditori interessati a partecipare, ma anche dotati di certe necessarie referenze.

Cosa emerge da questa indagine? A capo della lista delle attività terziarie ci sono una sauna e una lavanderia comune, un’attività di riparazione per le biciclette, una serra per la produzione agricola del cibo e un piccolo mercato in cui acquistare e mangiare cibo di qualità.

Anche i servizi rispondono, dunque, alle esigenze locali e non globali e ciascuno di essi sarà progettato per essere interconnesso: l’acqua della lavanderia andrà a rifornire la serra, la quale a sua volta sarà riscaldata dal calore prodotto nelle saune.

Dalle parti di Helsinki, la sostenibilità si realizza in due modi: in primo luogo, avvicinando i servizi alla vita (e non adeguando la propria vita ai servizi messi a disposizione), ma anche (e soprattutto) responsabilizzando i cittadini.

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