OIKOS, il colore dell’Urban Art

OIKOS, il colore dell’Urban Art

Inaugura il 14 ottobre a Roma la nuova edizione di Outdoor, il festival di urban art che invade il quartiere Ostiense con istallazioni, sculture, opere site specific firmate da artisti italiani e internazionali. Un appuntamento che ha l’intento di raccontare il presente alle generazioni di domani, con uno sguardo lanciato verso il futuro che non può fare certo a meno di un impegno concreto nei confronti dell’ambiente.

In questa seconda edizione di Outdoor l’attenzione si sposta da una forma d’arte temporanea, come la poster art scelta lo scorso anno, a una permanente, in grado di consegnare ai cittadini di domani una visione critica sull’oggi. Per questo la necessità di materiali specifici, che possano portare questi messaggi lontano, nei prossimi decenni.

Il desiderio di segnare in modo indelebile la città con le opere d’arte ha portato gli organizzatori fino ad Oikos: produttore di colore e materia per l’architettura. Saranno i materiali Oikos, caratterizzati dal bassissimo impatto ambientale, ad interpretare un segno artistico profondo e attuale. In questi termini la collaborazione con Oikos ha visto la massima libertà degli artisti coinvolti: ognuno ha scelto il proprio materiale e il colore, in modo da rispondere alle diverse esigenze espressive. Un messaggio dche interpreta il presente, ma che, al contempo, segna una strada chiara: “vogliamo cercare di innestare l’arte in un contesto urbano – ci dice Francesco Dobrovich, direttore di Outdoor – per offrire una realtà più sostenibile a chi lo vive, riuscirlo a fare con prodotti che abbiano anche una relazione importante con la natura è un valore aggiunto fondamentale. L’obiettivo è infondere nei fruitori indiretti, coloro che abitano questi spazi quotidianamente, l’esigenza di un rapporto migliore con il mondo circostante, di un maggior rispetto nei confronti del territorio urbano e della natura”.

Outdoor si inserisce nell’area di Ostiense, in un contesto urbano fortemente riqualificato che negli ultimi anni ha visto il recupero degli ex complessi industriali di fine ottocento – inizio novecento all’interno di un nuovo fermento legato alle arti. Strade e spazi che stanno vivendo una seconda vita, e che saranno segnati in modo duraturo dal segno di artisti quali Herbert Baglione (Brasile), Kid Acne (Inghilterra), Zedz (Olanda), Chiara Fazi (Italia), Maria Carmela Milano (Italia), per creare anche a Roma, con i prodotti Oikos, un museo a cielo aperto in piena armonia con la natura.

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