Riciclo dei RAEE, perchè è davvero tanto importante?

Riciclo dei RAEE, perchè è davvero tanto importante?

Fino a pochi decenni fa i rifiuti venivano quasi completamente smaltiti in discariche. Ma le discariche sottraggono spazio al territorio, non permettono di recuperare risorse e generano accumulo di sostanze pericolose nel suolo. 
Un danno quindi sia all’ambiente sia alla salute pubblica.

E dunque? Per risolvere questo problema, l’Unione Europea ha introdotto misure per realizzare un sistema di gestione dei rifiuti in grado di contenere gli impatti sull’ambiente: prevenzione e riduzione dei rifiuti, con successive attività di riutilizzo e recupero di materie ed, infine, lo smaltimento sicuro.

Tali disposizioni coinvolgono anche i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) che – esattamente come tutti gli altri tipi – devono essere differenziati, ovvero raccolti separatamente per permettere di trattarli con processi che riducano il ricorso alla discarica e favoriscano il riciclo.

Ma cosa sono, esattamente, i RAEE? I RAEE sono i Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, ossia tutti rifiuti derivanti da dispositivi che per il loro funzionamento utilizzano energia elettrica, inclusi tutti i componenti e i materiali parte integrante del prodotto nel momento in cui si assume la decisione di disfarsene.

Sono suddivisi in 10 categorie:

  • Grandi elettrodomestici
  • Piccoli elettrodomestici
  • Apparecchiature informatiche e per telecomunicazioni
  • Apparecchiature di consumo (elettronica di consumo)
  • Apparecchiature di illuminazione
  • Utensili elettrici ed elettronici
  • Giocattoli e apparecchiature per il tempo libero e lo sport
  • Dispositivi medici
  • Strumenti di monitoraggio e di controllo
  • Distributori automatici

Ogni anno in Italia si producono almeno 1,5 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici (RAEE). Sebbene ancora distanti dall’avvio di un’economia a circolo virtuosa, la raccolta di rifiuti tecnologici incomincia a registrare anche nel nostro Paese interessanti risultati: per i soli rifiuti domestici l’Italia è passata dalle 193.000 tonnellate del 2009 alle 245.000 tonnellate del 2010. Per quanto riguarda invece l’e-waste delle aziende non ci sono ancora dati ufficiali ma la sensibilità delle principali imprese nazionali sta gradualmente crescendo.

Come si riciclano? Le fasi da svolgere per un corretto riciclo dei RAEE sono quattro: raccolta differenziata, messa in sicurezza, trattamento e recupero.

Raccolta DifferenziataIl corretto processo di riciclo ha inizio nella fase di raccolta differenziata di rifiuti tecnologici da parte dell’utilizzatore finale. I cittadini possono conferire gratuitamente i propri RAEE utilizzando i servizi messi a disposizione dai Comuni o dalle aziende di servizio ambientale (Centri di raccolta, stazioni mobili, ritiro a domicilio) o conferire gratuitamente  i RAEE al punto vendita al momento dell’acquisto di un prodotto equivalente.

Messa in Sicurezza. I RAEE possono contenere sostanze pericolose (i fosfori nei televisori o le sostanze lesive dell’ozono nei frigoriferi). Per questo sono necessari trasporti particolari e  infrastrutture a norma di legge, in grado di movimentare, ricevere e stoccare i RAEE in modo ottimale, evitando il danneggiamento delle apparecchiature e la dispersione di sostanze pericolose.

Prima del trattamento vero e proprio i RAEE vengono inoltre sottoposti alla fase di separazione, con lo scopo di rimuovere i componenti e materiali pericolosi (quali condensatori contenenti PCB, gas ozonolesivi, componenti contenenti mercurio, batterie) o per agevolare il riciclo dei materiali.

Trattamento e RecuperoLe attività di trattamento per il riciclaggio, recupero e valorizzazione dei materiali vengono realizzate grazie a vere e proprie “linee di produzione” che invece di assemblare o trasformare materie prime e componenti in prodotti finiti seguono il processo inverso: dal prodotto a fine vita si ottengono nuovamente materie prime. Queste possono quindi essere riutilizzate in nuovi cicli produttivi.

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